Aggiornamenti flash + “Dietro le quinte” – Il Labirinto di Parole #27

Hello hello, it’s been a while 🙂 Il mio ultimo intervento qui sul blog ha inaugurato una nuova rubrica autoriflessiva, The Last Diaries (lo trovate qui, se ve lo siete perso) e devo dire che mi ci voleva proprio: mi sentivo in un periodo in cui la mia voce era ridotta a meno di zero anche qui sopra, il che è ridicolo se penso che questo blog è nato proprio con lo scopo di spingermi a scrivere e farmi leggere di più, evitando di chiudermi in me stessa.

Oggi, lo ammetto, sento che è ancora un po’ troppo presto per riprendere a scrivere online a pieno regime: sono successe tantissime cose nell’ultimo periodo, belle ma anche piuttosto brutte, per cui non mi sento ancora al top. In più, sto lavorando ad alcune cosine offline che sento di dover tenere per me e lontane dagli schermi, almeno in questa fase embrionale. Da maggio è iniziato un nuovo viaggio che intendo percorrere nel migliore dei modi, sperando che porti a una bella destinazione in cui, si spera, rimarrò per un po’.

A ogni modo, Andrea ha smosso la mia tastiera con delle domande carine che intrecciano argomenti come l’editoria indipendente, il blogging e, ovviamente, le letture. Ho pensato che potesse essere carino condividerle anche qui!

Prima di lasciarvi alle domande e alle mie risposte sotto, vi avviso che mi prenderò ancora un po’ di tempo, ma tornerò presto con un nuovo The Last Diaries in cui vi aggiorno 1) sulle mie letture di cui ho anticipato in questo post, e 2) di come mi sento in questo periodo, in merito ai cambiamenti che vorrei fare su questi schermi (o meglio, principalmente su IG), e altri pensieri vari che potrebbe servirmi buttare fuori in questo periodo. Soprattutto su un certo “ritorno alle origini” che vorrei fare, per rifocalizzarmi su tutte le cose carine che volevo fare in ambito editoriale e social, che secondo me rimane perfettamente riassunto nel post di apertura della mia pagina sull’altro social, risalente a ormai quasi tre anni fa (anche se, come moltə di voi già sapranno, bazzico attivamente sul bookstagram già da molto prima – la pagina @twobookishghosts rimane una prova tangibile 😆 – e passivamente da ancora prima, tipo circa da quando i film di Hunger Games stavano ancora uscendo al cinema, aiuto). Eccolo qui. Bene, ora bando alle ciance, vi lascio alle domande!

1 –«Dietro le quinte»: Che cosa ti ha spinto a “donare” il tuo blog?

Prima di aprire le porte del Labirinto, ho sempre immaginato il mio blog come un diario o uno spazio in cui far emergere la mia voce senza particolari limiti a parte quelli autoimposti. Tuttavia, ho anche sempre pensato che mi sarebbe piaciuto dare spazio a quella degli altri. Vuoi per la passione che ho per l’editing e per il confronto su argomenti che mi stanno a cuore, vuoi per fare comunità, vuoi perché io stessa l’avevo provato sul blog di altre persone aperte a collaborazioni simili e l’esperienza mi era piaciuta tanto… Accogliere voci altrui nella rubrica “Il Labirinto di Parole” su The Last Writer è solo una naturale conseguenza di questa mia voglia di interagire con altre persone scrivendo, oltre la via tradizionale della collaborazione con infografica per i social visivi (altrettanto benvenuta, quando si può!). Sono molto felice del percorso fatto finora, ma sono anche certa che nel tempo si possa migliorare ed espandere, del resto mi piace sempre sfidarmi con qualcosa di nuovo a ogni buona occasione.

2 – Quando ti arriva del materiale da pubblicare, credi che poi i legami si sviluppano anche dopo?

Mi è capitato di costruire dei bei legami anche dopo una condivisione sul blog, assolutamente, soprattutto nell’ultimo anno. Molte persone che ho accolto sono anche volute ritornare con nuovi articoli o recensioni, e io non posso che essere contenta di questo. Ho conosciuto delle persone squisite e piene di risorse stimolanti. Sicuramente finora sono più i casi in cui il legame esisteva a monte, ma non mi sarei comunque aspettata il processo inverso così presto, e invece è successo. Che bello.

3 – Cosa pensi di questo tipo di spazi? Secondo te, è ancora tempo di blog oggi come oggi?

Questi spazi sono uno dei pochi porti sicuri rimasti online ora come ora, almeno per quanto mi riguarda. I social sono cambiati tanto, e soprattutto noi non siamo mai stati pienamente in controllo dei nostri contenuti su queste piattaforme. Sono belle per connettersi, mantenere i contatti, scoprire novità, e ovviamente per autopromuoversi. Negli spazi come i blog, i forum o gli archivi, invece, sono rimaste alcune cruciali libertà: la lunghezza dei post, i formati, la struttura, i colori… Non ci si deve comprimere entro i limiti di una caption o le dimensioni che un’immagine può occupare in un feed. Questo non vuol dire che siano luoghi completamente in preda all’anarchia – certe regole esistono ancora, come in qualsiasi contesto di interazione umana. Ma io li trovo liberatori, e soprattutto mille volte più stimolanti per la mia creatività. E sì, mi provocano anche un po’ di nostalgia per i tempi in cui le cose erano un po’ diverse, ma non è una cosa negativa, piuttosto un’ulteriore motivazione e spinta a continuare a produrre per il gusto di farlo, e non per inseguire un algoritmo o una domanda del mercato. Per cui sì: per me è ancora tempo di blog, e anzi, oggi più che mai abbiamo bisogno che risorse del genere rimangano a galla e continuino a essere apprezzate e portate avanti da noi persone creative.

4 – Ci consigli qualche libro?

Certo! Ecco un paio di titoli che penso rappresentino un po’ le mie passioni, il mio stile e la mia personalità. Rimangono sempre una grande fonte di ispirazione per me. Per facilitare la reperibilità per tuttx, inserisco titoli in italiano o di cui è già disponibile una traduzione italiana. Per quello che manca, spero di contribuire un giorno a portare qualche novità richiesta anch’io, hehe! 😉

  • “One Last Stop” di Casey McQuiston (“Ancora una Fermata” nella traduzione italiana)
  • “Maschere di donna” di Enchi Fumiko
  • “Il giovane Holden” di J.D. Salinger
  • “Detriti” di Giuliana Leone
  • “Fernik” di Alexis Saints
  • “Sei di Corvi” di Leigh Bardugo
  • “Babel” di R.F. Kuang

until next time! ❤

Reazioni nel fediverso

Lascia un commento

Ariadne Taylor

Come la principessa di Creta, possiedo un filo. Lei lo donò a un giovane in un labirinto di pietra per liberare se stessa; io lo sciolgo in un labirinto di parole per liberare le mie storie. Seguilo per scoprirle.