“La Leggendaria Foresta di Smeraldo” di Erisia Von Wahrkanzell: Recensione di @lamensoladicla – Il Labirinto di Parole #23

Recensione scritta da Claudia (@lamensoladicla).

Buongiorno a tutti e benvenuti nella tappa di aprile nel Labirinto di Parole! Oggi parliamo di un libro che ho amato davvero molto, La Leggendaria Foresta di Smeraldo di @erisia_von_wahrkanzell, che ringrazio infinitamente per la copia ARC (Advanced Reader Copy, ndr). La Leggendaria uscirà su Amazon il 30 aprile 2026, ma è già stata resa preordinabile a partire dal 17 aprile.

Questa è la Storia dei Regni di Ymir, un Mondo lontano la cui creazione si perde nel Mito.
La Leggendaria Foresta di Smeraldo è il primo volume della dilogia del Cervo d’Oro, il primo arco narrativo delle Cronache di Wahrkanzell.
La Cronachista, Erisia von Wahrkanzell, narra le vicende legate a Neubannbrück, una moderna Città dell’Impero che ha rinnegato gli Dèi Antichi e Nuovi in nome del Progresso, della Ragione e della Macchina. La Fede è diventata superstizione e la Foresta Nera è ormai solo un relitto del Passato. Aldebaran Nebelfaden, però, non ha mai smesso di ascoltarla. Lui è stato scelto per una Missione ancora sconosciuta, ma per cui si prepara da tutta la Vita. E se la tanto attesa chiamata arrivasse troppo tardi? Chi riuscirà a impedire la Fine?
Mentre Ingranaggi e Radici si intrecciano, l’Equilibrio fragile tra Tecnologia e Natura comincia a spezzarsi. Antichi Culti si risvegliano, Poteri dimenticati tornano a reclamare il loro prezzo e Forze invisibili tramano per riscrivere il Fondamento stesso dell’Universo. In un’Epoca che sprofonda nella Menzogna, chi saprà ancora riconoscere il Canto della Foresta dovrà scegliere se restare spettatore o combattere. 
Armi Leggendarie, Amori tormentati, Avventure, Conflitti, Divinità Immortali e un Viaggio epico alla scoperta della Verità. 
Perché salvare ciò che si ama ha sempre un prezzo e non tuttə sono dispostə a pagarlo.

La Leggendaria è un viaggio straordinario che affonda le sue radici nella più classica tradizione dell’high fantasy e che si estende non solo nel grande territorio dei regni di Ymir, ma anche nel corso di intere generazioni. Un complesso e strabiliante telaio di storie che si incrociano e si intrecciano di continuo, mirabilmente narrate dalla cronachista Erisia von Wahrkanzell.

Banner realizzato da Claudia (@lamensoladicla).

Si tratta di una storia multipov in cui ci viene permesso di osservare l’arco di trasformazione della grandissima varietà di personaggi che Erisia ci presenta nel corso di diversi anni, ed è così che sotto ai nostri occhi il bambino timido diventa un uomo audace e un po’ strafottente, il ragazzo impetuoso un mentore accorto, la geniale ragazza una navigata e rispettata scienziata, e così via. Ma la storia che viene raccontata è iniziata ancor prima di loro, in un tempo ancora più antico, in cui dei e uomini si sono più volte trovati e mescolati e la magia pulsava potente in ogni cosa, attorno a quello che, alla fine, è il cuore di tutto questo primo volume: la foresta.

L’ispirazione principale per il worldbuilding sono la mitologia germanica e quella norrena, su cui l’autrice ha messo mano per creare un sistema complesso, originale e molto intrigante. Lo ammetto, di mitologia norrena so molto poco, principalmente grazie al (molto esiguo) interesse dei media mainstream, e ho preso la scelta consapevole di non informarmi troppo, proprio per vedere quanto il sistema sarebbe risultato comprensibile a chi sa poco. E, in effetti, è risultato non solo estremamente comprensibile, ma anche una gioia da scoprire passo passo: miti, leggende, figure misteriose si svelano tutti a poco a poco, lasciando il lettore estasiato e curioso per il piccolo (grande) mondo che si mostra davanti ai suoi occhi. Nessuno spiegone o muro di testo, la Cronachista von Wahrkanzell preferisce piuttosto intrattenerci e istruirci con una bella fiaba!

All’ispirazione norrena si sposa una bellissima ambientazione steampunk e gaslamp. Ora, se mi seguite da un po’ di tempo saprete che io e lo steampunk siamo uniti nel sacro vincolo del matrimonio, dunque ritrovarlo anche in questa storia è stata una bellissima sorpresa. Ma ancor di più ho amato il connubio tra l’estetica steampunk e l’immagine di natura incontaminata, una dicotomia che rispecchia i temi portanti della storia: la contrapposizione fra magia e tecnologia, fra natura e progresso, fra la selvaggia e misteriosa Foresta Nera e la rigorosa città di Neubannbrück. E se nella trama tale contrapposizione si traduce in uno scontro, nello svolgersi della narrazione invece i due elementi sono in completa armonia l’uno con l’altro, si completano a vicenda, due facce della stessa medaglia da cui il lettore può e deve farsi rapire.

Ma se l’anima della foresta è implacabile, così lo sono anche i personaggi. L’interiorità di ogni personaggio è un tratto estremamente importante, e qui il multipov svolge un ruolo pazzesco nel farci entrare nei pensieri e nei cuori di ognuno. Un ruolo fondamentale lo ricoprono anche i legami che si creano: La Leggendaria Foresta di Smeraldo è un mosaico di rapporti di ogni tipo. Tra amici d’infanzia, genitori e figli, mentore e allievo, compagni di scorrerie. C’è l’amore platonico, l’amore per i propri animali, l’amore per la propria casa (che non sempre sono quattro mura). E c’è anche l’amore romantico (che tuttavia non è il focus). E la cosa bella di queste è che rispecchiano esattamente quella natura che fa da padrona: l’autrice sa benissimo come rappresentare l’amore nell’animo umano, un amore che ti prende, ti consuma, ti smuove come se avessi un vento dentro. E, come la natura, ogni tanto dà e ogni tanto prende, a volte distrugge e a volte genera. 

Ho particolarmente apprezzato lo stile dell’autrice. Non è il classico “show, don’t tell”, ma quest’ultimo, secondo me, non sarebbe stato adeguato per questa narrazione: come ho già accennato, è una storia dai contorni un po’ fiabeschi, e fiabesco è anche il modo in cui viene raccontata. Non avrebbe avuto senso, a mio parere, una focalizzazione interna o uno stile “più immersivo”. D’altronde, la cronachista ha avuto estrema attenzione nel rendere il testo fluido, pulito, più che piacevole alla lettura. Non mi sono mai sentita spaesata, né rallentata. E, soprattutto, sono sempre riuscita a entrare in empatia con i personaggi, le cui emozioni trasudano da ogni parola e ribaltano completamente il lettore, che le fa proprie.

Ma quindi, a chi lo consiglierei? Qui il discorso si fa lungo. Io direi: un lettore forte e, soprattutto, un lettore forte di fantasy. Oltre al fatto di essere il primo di una saga dall’articolazione piuttosto complessa (è il primo di due volumi che compongono il primo arco narrativo delle Cronache di Wahrkanzell), è evidente anche l’ammirazione, e la conseguente ispirazione, nei confronti dei modelli classici dell’high e dell’epic fantasy, insieme, ovviamente, a una commistione di elementi assolutamente originali. Tuttavia, tutti questi addendi potrebbero rendere la lettura non ideale per chi si approccia per la prima volta al fantasy, o chi è abituato a fantasy più low e dal worldbuilding meno complesso. Dunque, il mio consiglio è questo: se siete abituati al fantasy e volete una bella storia, questa fa per voi. Se siete neofiti, probabilmente è meglio approcciarvi ad altri titoli e poi ritornare qui. Sono certa che Erisia, Aldebaran, Sybille e gli altri saranno sempre pronti ad accogliervi!

Per ora da me è tutto, vi ringrazio per l’attenzione e ringrazio ancora Erisia per essersi fidata di me e avermi affidato il frutto del suo lavoro. Inoltre, come sempre, un grazie speciale ad Ariadne che mi ha offerto questo spazio.

Noi ci vediamo il mese prossimo con una nuova recensione!

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Ariadne Taylor

Come la principessa di Creta, possiedo un filo. Lei lo usò in un oscuro labirinto per liberare se stessa; io lo sciolgo in un labirinto di parole per liberare le mie storie.
Seguilo per scoprirle.